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Lo Scudo e l'Aquila - M. Giuliani
Published by Bnormanno on 2007/10/9 (3212 reads)
Lo Scudo e l'Aquila - M. Giuliani
LO SCUDO E L'AQUILA



Autore: M. Giuliani



Nell'articolo "Lo scudo e il leone" abbiamo rapidamente considerato lo scudo del cavaliere, medievale, analizzando in particolare la figura del leone come una delle figure araldiche più comuni nell'immaginario simbolico medievale In questo articolo proseguiamo la nostra rassegna considerando l'Aquila, l'uccello nobile per eccellenza che tanta parte ebbe nell'immaginario collettivo e simbolico rappresentato dall'araldica.

L'aquila fu il simbolo imperiale per eccellenza, già era stata per i Romani il simbolo delle legioni e nel Medioevo, il Sacro Romano Impero riprese la stessa figura per rappresentare visivamente l'autorità imperiale. Dipinta di nero su fondo oro (giallo per i pittori di miniature e modellisti tutti), l'aquila imperiale conobbe diversi stili con la quale i pittori la raffigurarono. Generalmente viene rappresentata con le ali spiegate e la testa rivolta, con il becco alla sinistra dell'osservatore; zampe e artigli aperti, la coda con le penne dilatate. Simbolo universale fu adottato da moltissime famiglie italiane di cui parecchie, in antico, ebbero l'aquila come segno di concessione imperiale o per devozione alla parte imperiale. Per questo fu insegna tipica della parte ghibellina e di coloro che, nelle agitate vicende italiane fra Duecento e Trecento, si schierarono al fianco degli imperatori di nazione germanica.
Anche i guelfi, dopo il 1263, adottarono l'aquila come loro insegna; questo si dovette alla concessione che papa Clemente IV fece alla parte guelfa di Toscana. Lo stemma di questo papa era un'aquila rossa in campo argento, i guelfi vi aggiunsero sotto gli artigli un drago verde aggrinfiato dalle zampe dell'aquila, i fiorentini poi, ineffabili, vi aggiunsero un giglio rosso sulla testa, così, per distinguersi dagli altri guelfi toscani.

Nonostante lo stemma della Parte Guelfa di Toscana l'aquila continuò ad essere il simbolo imperiale per eccellenza e ben lo dimostrarono quei cavalieri di origine tedesca che, verso il 1314, dopo la morte dell'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, decisero di restare al servizio di Pisa. Questi mercenari tedeschi avevano un'aquila in carne e ossa e penne, che addomesticata, volteggiava sopra le loro schiere, vera insegna vivente della parte imperiale alla quale quei guerrieri tenevano. L'idea potrebbe essere buona per quei modellisti in cerca di spunti originali per le loro scenette di ambiente medievale. Chi intendesse realizzarla me lo faccia sapere.

L'aquila bicipite fu il simbolo dell'Impero Romano di Oriente, simboleggiando già dai tempi di Costantino secondo la tradizione, L'impero Romano che aveva ormai due capitali, Roma e Bisanzio.
Araldicamente così si definisce l'insegna dell'Impero d'Oriente: di rosso all'aquila bicipite d'oro; mentre l'Impero d'Occidente porta l'insegna d'oro all'aquila di nero. Nel 1345 l'imperatore Ludovico il Bavaro adottò l'aquila bicipite, simbolo che poi restò al Sacro Romano Impero dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453.


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