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Categoria: Evo Antico
 Titolo: Gueriero Umbro "Naharti" - Pegaso, 54 mm Piu' visti numero viste:531
Descrizione  

Era molto tempo che non mi capitava di emozionarmi di fronte ad un figurino come quando ho aperto la scatola di questo Guerriero Umbro “Naharti” del IV-III secolo a.C.

Note Storiche

La tradizione vuole che gli Umbri si stanziarono in un territorio più ampio dell’odierna regione, in epoca molto remota. Fu solo con l’espansione degli Etruschi che il territorio degli Umbri si ridimensionò, tanto che tra il V e il IV secolo, stretti da sud dai Sanniti e da nord dai Celti, occuparono il territorio che oggi porta il loro nome. Le tavole Eugobine forniscono molte informazioni su queste popolazioni ed in particolare su esse viene citato il popolo dei Naharti (Naharkum..Numen) nemico degli umbri di Gubbio. È probabile che i Naharti abitassero proprio lungo il corso del Nera, la cui radice idronimica Nahar- è in comune con l'appellativo Naharkum. Quindi, l'etnia localizzata su quella piccola altura potrebbe appartenere al popolo dei Naharti. È molto difficile valutare chi fossero costoro, ma è ragionevole pensare che fossero diversi dagli Umbri e che appartenessero ad un substrato indoeuropeo più antico. Con la firma dei primi trattati tra Umbri e Roma a partire dal 310 a.C., la maggior parte delle comunità umbre divennero alleate dei romani, romanizzandosi successivamente.

Il Pezzo

Più piccolo dei 54 mm ai quali siamo abituati dalla Pegaso, il figurino si presenta di pregevole fattura, con poche linee di fusione da pulire e sempre in posti non perniciosi. Come spesso capita qualche lavoro di stuccatura si rende necessaria all’attacco del mantello, ma niente di spaventoso. Il viso, di piccola superficie, è molto espressivo. Il popolo dei Naharti raggiunse un discreto grado di raffinatezza, con oggetti di provenienza greca, etrusca, celta o picena come dimostrato dagli oggetti a corredo rinvenuti nelle loro sepolture. Possiamo quindi arricchire il pezzo con decori su veste e mantello.
Sembra che questo figurino possa rappresentare il primo di una serie. Personalmente me lo auguro e mi auguro che altre ditte trovino il coraggio di esplorare nuovi periodi e nuove popolazioni.

Marco Colombelli

Review submitted: 25/4/2008
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Categoria: Evo Antico
Titolo: Guerriero Celta IV sec a.C. Piu' visti numero viste:268
Descrizione  

Questo pezzo della Pegaso in 75 mm rappresenta un Celta Leponzio (Lepontio o Lepontino), popolazione che visse nell’area delle Alpi Lepontine (tra il Lago Maggiore e il Lago di Como) gia a partire dal I millennio, e che si spinse nel IV secolo a.C. verso la Liguria dove rimpiazzò i Liguri. Furono alleati di Annibale e probabilmente tra i guerrieri che parteciparono al sacco di Roma di Brenno. I Leponzi contrastarono per tre secoli l’avanzata romana nel Nord Italia fino alla loro sottomissione e integrazione nell’impero romano.
La loro città principale si chiamava Oscela che i romani ribattezzeranno Oscela Lepontorum, e che oggi, è la città di Domodossola.
Il figurino trae ispirazione da un bassorilievo rinvenuto nel Nord Italia (se non ricordo male proprio in Liguria) dove è ben raffigurato sia il particolare scudo che la particolare insegna.

Come è uso della Pegaso, il pezzo si presenta molto pulito nella fattura e ha bisogno di pochi lavori di cutter e carta abrasiva per poterlo montare e infine dipingere. L’unico difetto che mi sento di segnalare, forse dovuto al ritiro in fase di fusione, è relativo al vuoto che intercorre tra la manica e il corpetto sul lato sinistro. Non è molto naturale. Suggerisco di intervenire con un poco di milliput e allargare la manica della tunica. Per il resto il pezzo non presenta particolari difficoltà e si dipinge con estrema piacevolezza. Eviterei unicamente di dipingere l’asta dell’insegna come se fosse una lancia medioevale. Lasciatela in legno.

Marco Colombelli

Review submitted: 13/7/2008
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Categoria: Evo Antico
 Titolo: Guerriero Marcomanno della Seil (75 mm) Piu' visti numero viste:263
Descrizione   I Marcomanni appartengono alla stirpe dei popoli germanici del ramo dei Suebi, originariamente stanziati lungo l’Elba. A seguito del vasto movimento di popoli avvenuto verso il I sec. a.C. si spostarono verso il Meno e poi a seguito delle campagne di Druso nel 9 a.C. verso l’odierna Boemia. In questo periodo, sotto la guida del re Maroboduo iniziarono una serie di campagne di conquista nei confronti dei popoli vicini, diventando un problema di sicurezza per Roma, ma, dapprima una serie di mancati accordi con popoli germanici e, successivamente, lo scontro con Arminio, ne indebolirono la posizione, costringendoli a chiedere aiuto a Roma ed a entrare nell’orbita dei popoli alleati. Dopo sporadici eventi di ribellione al tempo di Domiziano e di Nerva, fu Marco Aurelio ad affrontarli definitivamente e a ricacciarli oltre il Danubio in due successive campagne militari (167-175 e 178-180). Con Comodo raggiunsero trattati di pace e militarono a lungo tra le truppe alleate di Roma.
Il figurino della Seil, si presenta in 10 pezzi di metallo, molto pulito e di pregevole scultura e fusione. Prima di iniziare a dipingerlo la pulizia ci porterà via davvero poco tempo. Ma questa è oramai una caratteristica dei figurini di questa ditta.
Due soli sono gli elementi che ci permettono una personalizzazione del figurino: la tunica e i calzoni. Per la tunica consiglio un colore unico magari con l’aggiunta di decori sull’orlo utilizzando motivi geometrici, oppure grosse righe come nella figura ma non necessariamente dello stesso colore proposto (provate i verdi e i marroni). Per i calzoni consiglio un colore unico (ad imitare la pelle o lana pesante) o un semitartan di stile celtico.
Purtroppo, pur in presenza di un pezzo splendido, vanno lamentate una serie di inesattezze storiche ed uniformologiche. Dai rilievi su molte monete del II sec. rappresentanti trionfi romani, si evince che gli scudi utilizzati dalle popolazioni germaniche del periodo erano oblunghi, ovali, o esagonali, ma non certamente tondi. Pur essendo molto belle, le decorazioni in metallo applicate sullo scudo (che nel caso del figurino, rappresentano un drago e un animale mitico) sono presenti su scudi germanici solo a partire solo dal V-VI sec. d.C. Allo stesso modo le decorazioni presenti sulla piccola sacchetta di lato. Anche la cinta di stile molto particolare, è di epoca successiva (IV sec.). Avrei anche alcuni dubbi sulla collocazione storica del decorato corno di bisonte europeo tenuto sulla mano sinistra.
Insomma, il pezzo è molto bello, facile da pulire ed assemblare, divertente da dipingere, ma da collocare in un periodo storico differente (IV-V sec. d.C.). Magari in compagnia del guerriero Franco della stessa ditta. Un pezzo da non perdere soprattutto considerando l’assenza di figurini di questo periodo storico e in questa scala.

Marco Colombelli
Review submitted: 24/2/2008
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