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Ci sono 58 recensioni nell'archivio. |
Ultimi Listing | Categoria: Evo Antico
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Titolo: Miles Legio X , Alexander Miniatures  | numero viste:47 |  Note Storiche
Il figurino rappresenta un fante della X Legio durante le vittoriose campagne di Gallia del biennio 58 – 57 a.C. (anche se può essere tranquillamente inserito in altri contesti storici di quei decenni). E’ rmato con uno scudo ovale (scutum) rinforzato da un bordo in ferro, e con un rialzo centrale (umbo) che poteva essere usato anche per colpire, in mischia, il nemico. Lo scudo era riposto durante la marcia in una sacca - tegimen - sulla quale poteva essere applicato il cartiglio identificativo della legione – in questo caso la X - ed il simbolo totemico della stessa, in questo caso il taurus. Il soggetto indossa due protezioni, una sull’altra (di tela imbottita o feltro o cuoio) e, su queste la protezione principale costituita dalla cotta di maglia (lorica hamata) chiamata anche gallica da Varrone perché di derivazione celtica, che proteggeva torso e cosce. A volte era provvista di spallacci - humeralia - metallici o coriacei, a difesa delle spalle; caratteristiche erano le fasciae crurales che avvolgevano le gambe, anch’esse a difesa dal freddo. L’elmo è di tipo Montefortino, probabilmente l’elmo più comune. L’elmo era in bronzo, con due paragnatidi ampie (bucculae) annodate sotto il mento con un cordoncino (vinculum). Normalmente era presente un pennacchio di crine, che veniva innestato poco prima della battaglia: l’unica documentazione sul colore è nell’affresco degli Statilii all’Esquilino (periodo cesariano o poco successivo) dove il pennacchio è di colore rosso. Armi offensive erano il pilum e il gladio (gladius hispanus), una corta spada di 60 centimetri. Il gladio era riposto in un fodero (vagina), portato a destra appeso ad un cinturone (cingulum militiae).
Il Figurino
Questo figurino mi ha riempito di grandi soddisfazioni. La scatola che la contiene è benfatta, capiente e il soldatino risulta protetto da qualsiasi urto grazie alla confezione stile Poste Militaire. Quello che mi ha meravigliato è l’assoluta pulizia della fusione: nessuna linea da limare, i pezzi si incastrano con disarmante facilità (ancora oggi capita di comprare un bel soggetto ed essere costretti a un lavoro di stucco per colpa di pezzi che non combaciano), nessun blocco di piombo da staccare. Assolutamente perfetto. Trovo l’idea del pilum realizzato nella sua parte anteriore con un tondino molto interessante. Non lo vedremo piegare con il tempo ne spezzarsi durante una trasferta di gara. Forse la punta così piccola separata dal contesto rischia di staccarsi e di perdersi. Quindi molta attenzione. Le due teste nella confezione ci pongono di fronte alla scelta di come ambientare il figurino. A voler essere puristi visto che lo scudo è avvolto nel tegimen (che lo proteggeva prima della battaglia) il legionario non avrebbe dovuto indossare il pennacchio (che veniva indossato prima della battaglia), ma sicuramente così il tutto risulta più accattivante. Per la pittura va benissimo la box art di Ugo Solvino. Uniche varianti possibili sono la tunica (bianca, rossa), la focale (rossa, bianca, ocra), le fasciae crurales (più bianco sporco). |
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| Review submitted: 7/3/2010
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| Categoria: Evo Antico
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Titolo: Soldiers - Ufficiale Romano di Fanteria SR49  | numero viste:163 |  Questa nuova realizzazione della Soldiers metterà a dura prova i pittori e si presenta come una sfida avvincente ma che deve essere assolutamente affrontata. Il viso quasi completamente coperto dalle protezioni facciali, la solita ricchezza di materiali che componevano i legionari romani (metalli vari, cuoio, tessuti vari, l’araldica dello scudo, il legno dell’asta) ci faranno passare diverse ore di divertimento. Il pezzo è molto pulito senza linee di fusione da eliminare e si presenta nelle due parti del torso, cavo all’interno, rendendo il pezzo più leggero e facile da dipingere. Attenzione solo agli impernaggi. Il figurino rappresenta un ufficiale di fanteria alla Battaglia di Strasburgo. La battaglia di Strasburgo, nota anche come battaglia di Argentoratum dal nome latino di Strasburgo, fu combattuta nell'agosto 357 tra l'esercito dell'Impero romano guidato dal cesare Giuliano e la confederazione delle tribù degli Alemanni guidate dal re supremo Cnodomario, e che trasformò un imberbe cesare in un abilissimo comandante, e poi nell’ultimo grande imperatore pagano della storia di Roma (uno degli imperatori che preferisco e amo particolarmente). Ovviamente il pezzo può essere diversamente interpretato e inserito in altri contesti, l’importante è scegliere lo scudo giusto (potete chiedere consulenze). Unica raccomandazione, non lo fate come quello della box art. E a proposito della box art, complimenti alla Soldiers, per aver realizzato due box art (questa e quella del Senatore) davvero degne della bellezza dei due pezzi.
Marco Colombelli
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| Review submitted: 8/12/2009
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| Categoria: Evo Antico
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Titolo: Soldiers - Senatore Romano SR48  | numero viste:174 |  Questa nuova creatura delle abili mani di Adriano Laruccia, lascia esterrefatti. Finalmente una toga che fa la toga, con i suoi ricchi e ampi drappeggi, i suoi giri e i suoi naturali penzolamenti. La possibilità di scegliere tra quattro teste (Giulio Cesare, Traiano, Settimio Severo e Diocleziano), la mano sinistra staccata e che regge un documento, ma che può essere facilmente sostituita, rende il pezzo possibile di molte interpretazioni. Il figurino si presenta in un pezzo unico (quindi nessun montaggio se non la testa e la mano sinistra), di facile pulizia e senza le fastidiosissime linee di fusione tra le pieghe della tunica che talvolta ci trasformano da pittori in riscultori. Se vi accingete a dipingere un senatore tenete solo a mente che la tunica era bianca solcata da una striscia porpora. Mi auguro che sia solo il primo di una serie di soggetti civili che mancano per arricchire le scene ambientate nell’antica Roma. Scala: rigorosamente 54 mm.
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| Review submitted: 8/12/2009
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| Categoria: Evo Antico
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Titolo: Navarca Romano, Battaglia di Azio, 31 a.C.  | numero viste:260 |  Questo nuovo pezzo della Soldiers è tratto dal famoso rilievo rivenuto a Palestrina e oggi conservato nei Musei Vaticani e che mostra un Navarca Romano (un ufficiale di marina, comandante di una nave) della flotta di Marco Antonio, riconoscibile dalla scultura di un coccodrillo sulla prua della nave dopo la battaglia di Azio nel 31 a.C.
Nota Storica
La battaglia di Azio fu combattuta il 2 Settembre del 31 a.C. e costituisce uno dei capitoli più cruenti della guerra civile che oppose Ottaviano a Marco Antonio. La flotta di Ottaviano, comandata dal suocero Marco Vipsanio Agrippa sconfisse pesantemente la flotta di Marco Antonio; narrano le cronache che Antonio vede Cleopatra in fuga, non si preoccupa più della battaglia ma solo di inseguirla, e lascia flotta e gli uomini al loro destino. Verso sera gli uomini di Ottaviano hanno già affondato 40 navi avversarie e ucciso 5000 soldati mentre le cento navi superstiti fuggono alla rinfusa verso il golfo di Ambracia. Per Ottaviano è un gioco da ragazzi chiudere il golfo con la propria flotta ed attendere la resa, che avverrà il giorno dopo.
Il figurino
Il figurino è, come al solito ben scolpito e la sezione della nave rappresenta un interessante complemento. Gli unico difetti sono rappresentati dalle due mani un po’ fuori misura. Il pezzo è molto pulito e non necessita praticamente di nessun lavoro di lima e di stucco, incastrandosi in maniera mirabile. Per la pittura ben poco possiamo fare, essendo “costretti” all’utilizzo dell’azzurro sulla tunica, del cuoio sulla corazza e del bianco per la tunica (con una striscia verticale porpora). Per lo scudo possiamo optare per la soluzione proposta sulla scatola oppure, ad esempio, eliminare le due ali e disegnare il motivo di Agrippa costituito dai quattro delfini (che si trova dietro il Pantheon a Roma).
Un figurino che non può mancare e che rappresenta un bell’esercizio pittorico e una interessante sfida.
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| Review submitted: 6/11/2009
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| Categoria: Libri & Riviste
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Titolo: EUROMODELISMO N. 200  | numero viste:228 |  Anche se di difficile reperibilità qui in Italia, non posso non recensire il numero 200 della più importante rivista di modellismo spagnola, un traguardo per tutti i modellisti spagnoli che in questi anni hanno raggiunto le più alte vette anche grazie a questa pubblicazione! Tra i vari articoli, tutti molto interessanti e con un passo a passo per quanto riguarda il processo pittorico,spiccano per qualità quello di Adam Wilder su un Hetzer cecoslovacco, quello di Javier Lozep de Anca sull' L-39 Albatros con un'accattivante mimetica Armena, uno splendido Fireball (Ma.K.) in scala 1/6 del maestro MIG e un cannone autopropulso su scafo H-39 di Josè Luis Lopez dipinto con la tecnica della modulazione di colore tanto di moda ultimamente...... Che altro dire....un numero commemorativo all'altezza delle attese, assolutamente da non perdere....quindi tutti a Madrid ad acquistarlo!!!!!! Stefano |
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| Review submitted: 1/11/2009
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